MARCHE SOLIDALI è il coordinamento delle organizzazioni della Regione Marche che si occupano di cooperazione e solidarietà internazionale.
Il coordinamento è composto da oltre 30 organizzazioni che operano in almeno 40 paesi in Africa, America Latina, Asia ed Europa.
I nostri 10 punti sono:
RETE • IDEE E SERVIZI • CAMMINO COMUNE • PACE, DIRITTI E SVILUPPO • RIMUOVERE LE CAUSA DELLE INGIUSTIZIE
• ISTITUZIONI LOCALI • COMUNITA’ LOCALI • QUESTIONI DI GENERE E GRUPPI VULNERABILI
• UGUAGLIANZA E TRASPARENZA • EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO
NOTIZIE
COSPE partecipa a #FirenzericordaIdy, lettura collettiva per non dimenticare.
Anche COSPE partecipa all’iniziativa #FirenzeRicordaIdy, l’evento di commemorazione per Idy Diene ucciso il 5 marzo 2018 a colpi di pistola sul Ponte Vespucci.
Idy era senegalese, aveva 53 anni ma era in Italia da 20. Viveva a Pontedera e ogni giorno prendeva il treno per venire a Firenze e lavorare come venditore ambulante per le strade della città. Idy si era integrato nella routine della città, non senza difficoltà, ma sempre con un sorriso!
Per ricordarlo sabato 6 marzo dalle 10 alle 12.30 un #reading community (lettura collettiva) di brani, poesie e racconti a tema interculturale e anti-razzista, letti in diretta da …read more
“Le guerre delle donne”. Presentazione del libro di Emanuela Zuccalà.
“La violenza contro le donne è un ostacolo enorme nel raggiungimento di pace, sicurezza e benessere comuni, e la strada per cambiare realmente e concretamente la vita di donne e ragazze è ancora tutta in salita” dice Emma Bonino, senatrice e fondatrice di “Non c’è pace senza giustizia”, nella sua prefazione al libro di Emanuela Zuccalà, “Le guerre delle donne”, appena uscito per Infinito Edizioni.
Lo presentiamo in anteprima il 5 marzo alle ore 18.30 in diretta sulla pagina facebook di COSPE. Oltre all’autrice interverranno: Debora Angeli, COSPE, Adele Teodoro, ginecologa volontaria nelle carceri femminili e una delle protagoniste del …read more
OUT&PROUD – Quality journalism needs plural perspectives and stories
A call for journalist reportage in Southern African countries.
LGBTQI+ people “remain largely invisible in African media” and were underrepresented or misrepresented using discriminatory or stereotypical language. These are the main results of different media studies conducted in the last 5 years in Southern Africa[1]. While visibility has improved in many countries, representation problems persist when journalists use discriminatory, stereotypical, sensational, moralizing, marginalizing, and misgendering language and framing device
A journalist and Media trainer Bella Matambanadzo says “There are narratives of rejection, narratives of pain, but also narratives of joy, of absolute desire, of tremendous pleasure, happiness, and …read more