EMVI: Empowering Migrant Voices on Integration and Inclusion Policies

Contesto

Nonostante l’attuazione da parte dei governi nazionali delle politiche di integrazione definite nei Principi fondamentali dell’Unione europea (2004 e 2014), continuano a esistere notevoli disparità tra i cittadini dell’UE e i cittadini di Paesi terzi (TCN). Pertanto, è fondamentale dotare anche le comunità di migranti e rifugiati delle competenze e delle strutture necessarie a una piena partecipazione al processo democratico.

 

Il progetto

Questo è ciò che EMVI – Empowering Migrant Voices on Integration and Inclusion Policies si propone di fare, promuovendo la partecipazione dei migranti nella progettazione e nell’attuazione di politiche che li riguardano direttamente – in Austria, Germania, Grecia, Italia e Slovenia – e facilitando lo scambio con i decisori locali, nazionali ed europei.

 

TITOLO ORIGINALE DEL PROGETTO
Empowering Migrant Voices on Integration and Inclusion Policies

LUOGHI DEL PROGETTO
Austria, Slovenia, Germania, Grecia, Italia

BENEFICIARI DIRETTI DEL PROGETTO
1050 Associazioni di migranti, donne migranti, cittadini con background migratorio; 115 rappresentanti di autorità locali

CAPOFILA
Sudwind

PARTNER DEL PROGETTO
Sudwind, ADYFE, MigrantInnenbeirat Graz, Marktgemeinde Lustenau, moveGLOBAL e.V, Bezirksamt Mitte von Berlin, Symbiosis Astiki Mi, Kerdoskopiki Etaireia, COSPE, Comune di Empoli, MIROVNI INSTITUT, Kulturno drustvo Gmanja, Skupnost obcin Slovenije

ENTE FINANZIATORE
Unione Europea

DURATA DEL PROGETTO
2022-2024 (24 mesi)

 

 

Ddl Zan – una battaglia mai interrotta

Il ddl Zan è stato ripresentato il 4 maggio, in Senato, essendo scaduti da pochi giorni i sei mesi di embargo al testo bocciato a Palazzo Madama il 27 ottobre 2021. Con la chiara intenzione – nelle parole dei suoi firmatari – di “riannodare il filo spezzato” sui diritti e sul contrasto alle discriminazioni, dotando anche l’Italia di più precisi strumenti per prevenire e combattere i crimini d’odio. L’obiettivo è quello di far approvare il testo entro la legislatura, anche se la strada appare in salita, vista la strenua opposizione al testo – rimasto immutato rispetto a quello bloccato ad ottobre – di una parte consistente del Parlamento.

Come è noto, il ddl Zan intende punire atti discriminatori o di istigazione alla violenza, proponendo di modificare il contenuto degli artt. 604 bis e 604 ter del codice penale, rubricati come delitti contro l’uguaglianza, per aggiungere alle fattispecie già provviste di tutela (‘razziali’, etniche, nazionali o religiose) quelle relative al sesso, genere, orientamento di genere, identità di genere e disabilità); contrariamente a quanto spesso sostenuto, il ddl non aggiunge quindi nuovi articoli di legge nel procedimento penale per punire i crimini d’odio, ma estende tutele già previste dall’ordinamento. Il testo propone, inoltre, di modificare l’articolo 90 quater del codice penale, relativo alle condizioni di particolare vulnerabilità: le vittime di un reato di discriminazione o di violenza per motivi legati ai fattori protetti potrebbero così godere di particolari tutele durante il processo.

Se venisse approvato, il ddl Zan potrebbe porre rimedio a un grave e perdurante ritardo del nostro paese in fatto di protezione di diritti umani e discriminazioni, e lancerebbe altresì un messaggio chiarissimo a tutta la società italiana: ovvero che tutte le persone hanno uguali diritti e piena cittadinanza di fronte alla legge, come sancito dall’art. 3 della Costituzione, e che istigare all’odio e alla violenza contro di esse non può essere accettato. Proprio per rafforzare una cultura dell’eguaglianza e del contrasto alle discriminazioni per i motivi richiamati nel testo, il ddl prevede anche l’istituzione di una “giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia”, chiedendo inoltre alle scuole e alle amministrazioni pubbliche di promuovere “la cultura del rispetto e dell’inclusione” nonché di “contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere“, in attuazione, appunto, dei princìpi di uguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione. A questo fine, il testo propone di elaborare una strategia di prevenzione “nel quadro di una consultazione permanente delle amministrazioni locali, delle organizzazioni di categoria e delle associazioni impegnate nel contrasto delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, e volta a individuare specifici interventi per prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni di violenza e discriminazione fondati sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.

Di una forte azione di prevenzione e di contrasto c’è assolutamente bisogno. Persone trans, omosessuali, donne, e persone con disabilità non sono ancora adeguatamente protette dall’ordinamento esistente, come dimostrano i molti episodi di hate speech e hate crime registrati anche durante la pandemia: attacchi e discriminazioni che troppo spesso restano impuniti per il mancato adeguamento dei nostri codici ai reati di incitamento all’odio e alla violenza.

Per questo salutiamo con favore la ripresa dell’iniziativa parlamentare su questi temi, augurandoci che insieme alla discussione intorno al ddl Zan – che continueremo a sostenere, come abbiamo sempre fatto – si possa ricostruire nella società civile quel terreno di confronto, di ascolto e di solidarietà che permetta sia di migliorare ulteriormente il testo ripresentato ieri in Senato, sia di consolidare una cultura del diritto a tutela di tutte le persone e di prevenzione dei crimini d’odio come risposta ferma e duratura al culto della violenza e alle prassi discriminatorie.

Non ci stancheremo mai di dirlo: laddove i diritti fondamentali delle persone sono in gioco, la risposta dello Stato deve essere chiara, le sue leggi adeguate, le sue strategie di prevenzione di abusi e discriminazioni efficaci e condivise. E deve essere forte e coesa la presenza della società civile, le cui voci – diverse e complementari – devono poter essere ascoltate, e incidere nei processi di cambiamento.

 

Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai crimini d’odio

16/05/2022

 

La sede CIFA di Ancona cerca due volontari per il servizio civile regionale 2014/2015

By Ufficio stampa La sede marchigiana di CIFA Onlus è alla ricerca di due giovani di età compresa tra i 18 ed i 28 anni per l’espletamento del Servizio Civile Volontario Regionale nell’anno 2014/2015. Di seguito copia del progetto di Cifa approvato dalla Regione Marche per l’impiego dei due Volontari contenente le tematiche e le attività da […] …read more

Da: : Cifa

Category: Informati, News dal mondo

Equità e sviluppo, Cestas alla sessione Cepal a Lima

By agenda

Cepal

C’è anche il Cestas tra i partecipanti alla 35esima sessione della Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (Cepal), in corso fino al 9 maggio a Lima, in Perù. L’obiettivo? Promuovere un approccio alla crescita economica in grado di combinare inclusione sociale, equità e sostenibilità a medio e lungo termine.

La giornata di ieri è stata dedicata al “Seminario nazionale sul programma di sviluppo oltre il 2015 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile in Perù”, che è stato inaugurato dalla ministra degli Affari esteri peruviani Eda Rivas e dalla segretaria esecutiva del Cepal Alicia Barcena. Oggi la giornata …read more

Da: : Cestas

Category: Cooperazione e Sviluppo, America Latina, Cepal, Perù

La Carta dei Valori

LA CARTA DEI VALORI

 

Il C.O.M. Coordinamento Organizzazioni Marchigiane nasce dalla volontà, di varie associazioni e organizzazioni non governative aventi tra le loro finalità quelle della cooperazione, della solidarietà internazionale, dell’educazione allo sviluppo e delle migrazioni con particolare riferimento al co-sviluppo, di creare uno spazio comune e un luogo di confronto per lavorare in Rete su obiettivi condivisi.

La volontà di dar vita a una rete nasce dalla consapevolezza che un lavoro comune permette di gestire in maniera più razionale le risorse, consente di confrontarsi con le istituzioni pubbliche con voce più autorevole, di rispondere a bandi nazionali e internazionali, aiuta a favorire quelle relazioni tra persone e Organizzazioni che sono laboratorio fecondo di nuove idee e nuovi progetti. Il coordinamento intende offrire dei servizi sia ai consociati sia agli esterni, come: formazione interna sulla progettazione e la gestione dei progetti; formazione esterna per la sensibilizzazione e coinvolgimento dei giovani; banca dati comune per la gestione del personale e dei volontari; progettazione condivisa; programmazione di eventi ed attività volte alla visibilità di ogni associazione; un’educazione allo sviluppo coordinata e capillare; monitoraggio continuo dei bandi per il finanziamento di progetti di cooperazione allo sviluppo. Le Associazioni e i Gruppi che si riconoscono all’interno di COM adottano e condividono la seguente Carta dei Valori che qualifica gli intenti comuni e  le azioni delle varie realtà:

 

1

 RETE COM è una Rete di Organizzazioni a cui si partecipa attraverso l’adesione al Regolamento e il rispetto della Carta dei Valori. Possono affiliarsi alla Rete Associazioni e Gruppi che si riconoscono negli orientamenti comuni e si pongono obiettivi condivisi. Non sussistono vincoli rigidi di appartenenza, né obblighi derivanti da decisioni assunte dalla Rete al di là del rispetto del Regolamento e della Carta dei Valori (Rete “leggera”). Persiste ed è auspicata, in ogni caso, la massima autonomia delle Organizzazioni.

2

 IDEE E SERVIZI – COM è un luogo di incontro, confronto e relazione tra Organizzazioni e persone che vogliono creare e sperimentare nuove possibilità e nuove idee nel settore della solidarietà internazionale. Il COM offre una serie di servizi sia ai consociati sia agli esterni, come: formazione interna ed esterna, raccolta fondi, progettazione.

3

 CAMMINO COMUNE – COM rispetta e tiene in massima considerazione le peculiarità e i diversi approcci ideali e operativi dei suoi aderenti, nella convinzione che tutti contribuiscono ad un cammino comune, pur nelle diversità considerate un valore aggiunto. Crede nella necessità di creare partenariati con le differenti realtà della società e con altre organizzazioni che possano influire sulle condizioni di vita del sud. Realizzare un rapporto ed un coordinamento tra il lavoro svolto dai diversi attori interessati nella cooperazione allo sviluppo e nell’aiuto umanitario può portare ad un più coerente e durevole sviluppo.

4

 PACE, DIRITTI e SVILUPPO – COM crede nelle potenzialità della non-violenza e reputa la pace non solo il fine da perseguire ma anche il mezzo da utilizzare in ogni sua azione. COM crede che ogni uomo ed ogni donna abbiano diritto ad un livello minimo di vita, che si fonda su un’equa distribuzione delle risorse, sull’eliminazione della povertà, sulla giustizia sociale e su di un’equa distribuzione della ricchezza; crede alla promozione e tutela dei diritti fondamentali degli uomini e delle donne espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. COM crede che ogni persona debba essere in grado di determinare i propri valori e le proprie priorità, con la possibilità di organizzarsi per realizzarli. Lo sviluppo umano è alla base dei nostri interventi: ogni individuo deve poter condurre una vita sana, acquisire conoscenze e competenze e accedere alle risorse e ai servizi necessari per vivere dignitosamente e poter contribuire allo sviluppo del proprio Paese.

5

 RIMUOVERE LE CAUSE DELLE INGIUSTIZIE – Il COM ritiene che per raggiungere l’obiettivo della pace e dell’uguaglianza è necessario rimuovere innanzitutto le cause delle ingiustizie, ponendo al primo posto i bisogni dei loro partner del sud. Promuove pertanto interventi che devono essere sostenibili dal punto di vista politico, sociale, economico-finanziario, ambientale, tecnico, organizzativo e culturale.

6

 ISTITUZIONI LOCALI – Le attività non possono essere ideate senza tenere conto delle istanze di pianificazione delle istituzioni locali. Solo dialogando con esse e agendo nel pieno rispetto dei loro ruoli le Organizzazioni di solidarietà e cooperazione internazionale possono godere della autorevolezza necessaria a proporre cambiamenti nelle politiche locali per rafforzare e migliorare i loro piani di intervento. COM si impegna a realizzare azioni il cui sostegno possa essere mantenuto per tutto il periodo richiesto, basandosi esso su strutture e realtà locali durevoli nel tempo. Inoltre mirano ad assicurare che le diverse realtà sociali, politiche ed economiche, si sviluppino in armonia fra loro e che nella comunità non si precludano opportunità a nessuno né alle generazioni future. Nelle azioni a breve termine COM assicura che non ostacolerà il subentrare delle istituzioni e di altri attori locali, alle loro attività, una volta terminata la situazione di crisi.

7

COMUNITÁ LOCALI – Gli interventi puntano a far crescere le comunità locali,  valorizzando le loro risorse tecniche, materiali e umane. I ruoli degli operatori italiani non devono marginalizzare gli apporti del personale locale. In tutte le fasi dell’intervento gli operatori delle Organizzazioni devono agire con professionalità e perizia, incoraggiando e appoggiando la partecipazione delle comunità locali. COM crede nel rafforzamento delle capacità del sud attraverso il miglioramento delle strutture locali esistenti, della conoscenza e della competenza.  COM lavora per creare una situazione che permetta alla gente di migliorare le proprie condizioni, questo può essere ottenuto attraverso il riconoscimento della loro identità e delle loro risorse e il trasferimento delle competenze tecnologiche e amministrative necessarie. Inoltre, credono che ciò si debba raggiungere attraverso un reciproco processo di conoscenza tra partner del nord e partner del sud.

8

QUESTIONI DI GENERE E GRUPPI VULNERABILI – Nella pianificazione di qualsiasi attività di solidarietà e cooperazione internazionale le Organizzazioni devono privilegiare le questioni di genere e dei gruppi più vulnerabili. Le Organizzazioni  intendono rivolgere particolare attenzione e sostegno ai gruppi svantaggiati delle comunità con cui lavorano ed in particolare ai bisogni dei bambini, delle minoranze e delle altre categorie a rischio. Le Organizzazioni credono nell’importanza di individuare la disparità tra i sessi e di riconoscere gli ostacoli che tali disparità rappresentano per lo sviluppo, impegnandosi per ridurle. Per questa ragione devono essere consapevoli delle posizioni fissate nella società per gli uomini e per le donne e delle forze politiche, sociali ed economiche che le determinano. Le Organizzazioni devono tendere a creare le condizioni che permettano alle donne di partecipare pienamente e con equità alla vita della loro comunità.

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UGUAGLIANZA E TRASPARENZA – I rapporti tra le Organizzazioni di COM e i partner e le comunità locali devono essere basati sulla collaborazione paritaria e sul rispetto reciproco e devono essere ispirati al principio di trasparenza. Questo permette a tutti gli interessati l’accesso alle informazioni sulle fonti e sull’utilizzo delle risorse. Inoltre intende operare sempre in totale indipendenza da interessi privati e autonomia da politiche governative. COM crede nell’importanza di un’azione sociale rispettosa degli obiettivi delle comunità con cui e per cui lavora, in conformità con le priorità che queste ultime identificano come proprie e ritengono che questo debba avvenire attraverso la partecipazione popolare nel processo di sviluppo. Le Organizzazioni credono inoltre che gli uomini e le donne delle comunità coinvolte dovrebbero, nella maggior misura possibile, essere responsabili dell’ideazione, pianificazione, realizzazione e valutazione dei progetti e dei programmi, nella loro elaborazione politica al nord. Credono nel costante dialogo con i partner locali e nella partecipazione locale alle decisioni prese circa le spese e la politica da seguire.

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 EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO – COM crede nella necessità di promuovere attività di educazione allo sviluppo per sensibilizzare l’opinione pubblica sui concetti di cittadinanza globale e l’interdipendenza che ne consegue; sulla realtà della povertà e sulle strutture che la mantengono. Include stabilmente nella propria attività la sensibilizzazione della società civile, con l’obiettivo di favorire un cambio di attitudine e di politiche a favore della solidarietà e della cooperazione internazionale. Le Organizzazioni dovrebbero utilizzare la loro esperienza nel sud per cercare di influenzare le istituzioni del nord e del sud, ed in particolare tutti i forum internazionali in cui i loro governi hanno voce in capitolo, sulle condizioni in cui vivono le popolazioni più svantaggiate. L’educazione allo sviluppo si basa sull’esperienza delle Organizzazioni nel sud.